Adozione consapevole

I cani di Scooby sono tutti cani rescue, cioè cani riscattati da situazioni disagiate: chi non è stato prelevato da una perrera (salvato dalla soppressione) è stato mollato nel rifugio per qualsiasi motivo.

Chi non è stato sfruttato come cacciatore, come fattrice, come stallone, come giocattolo vivente per qualche mese dopo Natale o come guardiano, è stato trovato vagante per l’autostrada o impiccato ad un albero.

Chi non ha cicatrici vecchie può avere una cucciolata morta nella pancia, chi non è vecchio e acciaccato, è giovanissimo con una frattura esposta. O può essere maschio… o nero/a… o timidissimo… o terrorizzato.

O troppo irrequieto. O ansioso. O depresso al punto di non alzare lo sguardo dal pavimento.

O può essere giovane, in perfetta salute, bellissimo e socievole ma non essere di razza.

Sono cani che spesso arrivano molto malati o psicologicamente distrutti.

La vita in rifugio non è perfetta, è solo una possibilità per chi non ne aveva.
Sono non meno di 900 i cani curati da una decina di persone!

C’è chi pulisce, c’è chi li alimenta, c’è chi organizza i viaggi, le adozioni, le promozioni, i riscatti, c’è chi opera, chi dà le medicine, chi cura… Tutti fanno tutto quello che si può e anche tanto di più.

In estate arrivano molti volontari, in inverno non c’è praticamente nessuno, e il lavoro si moltiplica, perché oltre al freddo (che “aiuta” le malattie e le sofferenze aggiunte che arrivano con lui) arriva anche il peggior momento dell’ anno per i galgo: la fine della stagione di caccia.

E’ allora che arrivano gli scarti della caccia, cani abbandonati, impiccati, buttati nei pozzi, legati in mezzo al nulla, senza cibo e senz’ acqua, morti di freddo.

Femmine gravide pelle e ossa, cani feriti, cadaveri camminanti.

Si lavora e si lavora, con la pioggia, con il freddo, con il sole, con il caldo, con tutte le limitazioni… e i cani vanno avanti. Molti ingrassano, perdono a poco a poco le prime paure, vengono curati.

Altri purtroppo non sopravvivono, o rimangono in vita con degli handicap.

Scooby ha deciso, come modo di lavorare, di non isolare i cani in box piccoli: i cani condividono lo spazio con altri cani, cercando di abbinare cani compatibili.

I galgo, principalmente, vivono in branco con i loro simili, è una cosa di cui hanno bisogno, sono cresciuti così, e così vivono anche dai galgueros. Un galgo isolato non sta bene, un galgo perennemente in un box di 5 mq da solo forse è più pulito, forse non litiga con gli altri ma non sta bene.

Essere nei paddock per i galgo è ben accettato, lì sono a proprio agio ma rappresenta anche un rischio.

La gerarchia nel branco si stabilisce dentro il branco, non la decidiamo noi umani.

Con l’arrivo continuo di nuovi ospiti spesso si introducono nuovi cani in branchi già organizzati, e allora si deve ricominciare… a volte litigano, a volte si fanno male.

Il rifugio è, o dovrebbe essere, un posto di passaggio… e i cani in rifugio rimangono comunque a rischio.

Non è un paradiso, è, come dicevo prima UNA OPPORTUNITA’.

Pensate bene prima di inviarci la richiesta di adozione.

Leggete bene questo che ho scritto, provate ad immaginarlo… venite in un qualunque rifugio per sentire sulla pelle cos’è un canile, per sentire gli odori, per vedere gli ospiti, i loro atteggiamenti, per sentire i loro lamenti di dolore dopo che sono stati mollati lì…

Pensate da dove vengono, quanti sono, quanti non hanno avuto l’opportunità di arrivare.

Quanti sono morti mentre aspettavano di arrivare nella loro casa.

Pensate alle poche persone che fanno anche l’impossibile per loro.

Quanto sia difficile x i lavoratori e volontari prendere i cani randagi, curarli se mordaci a causa della paura, lasciarli andare a casa una volta curati.

I cani arrivano a casa stressati. Con paura. Sempre parassitati. Spesso un po’ magri o cicciotti.
Hanno il pelo opaco, hanno la forfora, i denti non sempre belli.

Hanno cicatrici fuori e dentro.

Quelle di fuori sono quelle che si vedono subito, le interne, quelle dell’anima, a volte passano anni e compaiono all’improvviso.

I cani, come noi, si possono ammalare.

Prima o poi muoiono. E fa male, tanto male.

Che garanzie diamo noi, di Scooby, agli adottanti?

Beh… Vi garantiamo che i cani stiano molto meglio di quando sono arrivati al rifugio.

Vi garantiamo che ognuno di noi faccia tutto ciò che è alla nostra portata per farli stare bene.

Vi garantiamo che proviamo a conoscerli il meglio possibile.

Vi garantiamo che ogni volta che vi diciamo qualcosa di ogni cane è la verità che sappiamo.

Vi garantiamo che l’informazione che abbiamo è l’unica che abbiamo.

Vi garantiamo che i profili che facciamo sono molto studiati, consultati con chi conosce i cani fin dall’arrivo, e che facciamo il nostro meglio per farli i più giusti possibili.

Vi garantiamo che non inventiamo niente.

Adottare un cane da un canile è un atto di amore al quale non tutti sono preparati.

Non ci sono altre garanzie che quelle che ho enumerato prima.

Non si può fare un “day hospital” con TAC inclusa ad ogni cane prima dell’adozione. Magari si potesse…

Nessuno ha la salute comprata, e nessuno ha la palla di cristallo per anticipare il futuro.

Lavoriamo in buona fede, con passione e tanta voglia di vedere il rifugio vuoto, con i cani ben accasati, nelle famiglie giuste.

Ma se devono aspettare, i cani aspetteranno al più sicuro possibile, non ci interessa affidare un cane a chi non lo merita.

Detto tutto questo… per favore riflettete bene prima di chiederci un cane, qualunque sia.

 

GRAZIE.

 

Inés
Scooby Italia Team.

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